Calipso, colei che nasconde
Dopo l'abbandono della vita di Corsa, la nave, precedentemente battezzata Chimera, fu ritinteggiata completamente.
Lo scafo e le vele ora sono completamente nere in modo da renderla praticamente invisibile durante la navigazione notturna. Sotto il bordo del Castello di poppa sono state incollate delle ossa umane, appartenenti a quello che un tempo era il corpo di una vampira che minacciò il clan dei pirati.
[//OFF: brigantino modellato sugli scritti di Salgari, in particolare sulla nave del Corsaro Nero.
La nave è stata progettata e realizzata per le scorrerie per mare e si presenta come un brigantino di piccola/media grandezza. La “carena stretta”, affinata, conferisce un abbrivio (accelerazione per raggiungere la velocità media) notevole. Lo scafo è stellato per riuscire a “tagliare l'acqua” e vincerne la resistenza, ma questo non va a scapito del pescaggio: in fase di progettazione s'è lavorato proprio nell’ottica di permettere alla nave di navigare anche in fondali bassi, pur senza rinunciare alla velocità. Si è così realizzato un buon compromesso: pescaggio di circa 2,5 metri a pieno carico, e a stiva vuota 2 metri, il tutto completato da una velocità massima superiore ai 20 nodi, merito anche dell’impianto velico studiato a puntino.
Se c'è qualcosa che s'è dovuto un po' sacrificare è lo spazio sottocoperta, ma in fondo non è poi così importante…
CARATTERISTICHE TECNICHE
stazza lorda: 180 tonnellate;
lunghezza: 40 metri;
larghezza massima: 11 metri;
pescaggio a pieno carico: 2,5 metri
bompresso: 9 metri
altezza albero maestro: 40 metri
velocità massima: superiore a 20 nodi
Due alberi (più il bompresso). L'albero di maestra è alto 40 metri e la coffa non si trova in cima, ma circa a tre quarti, appena sopra la randa (circa 30 metri dal ponte).
L'albero di trinchetto, che non presenta coffa, è qualche metro più basso del maestro e leggermente inclinato a prua. Entrambi gli alberi sono dotati di vele quadre, due sul trinchetto e una sul maestro.
Nella parte inferiore dell'albero di maestra è inoltre fissata la randa, la vela aurica (trapezoidale) che è la più grande e importante di tutto il veliero. E' mantenuta tesa nella parte superiore da un pennone detto picco e nella parte inferiore da un'asta orizzontale, e quindi parallela al ponte, detta boma.
La randa è la vela più importante, che tiene basso il centro di spinta delle vele, e pertanto lo sbandamento della nave, permettendo, così, di tenere più vela anche quando il vento rinforza, guadagnando perciò anche in velocità su barche armate con rande di tipo diverso, che potrebbero invece essere costrette a ridurre le vele. Uno dei vantaggi è inoltre una eccezionale potenza ottenibile nelle andature portanti, senza dover obbligatoriamente ricorrere ad ulteriori vele. Inoltre l'armo aurico permette, con scarsità di vento, l'uso di una efficientissima controranda, costituita da una vela triangolare da sovrapporre alla randa, appena davanti a quest'ultima.
La randa, come tutte le altre vele, si manovra tramite la sua scotta (cima), che “tira” o “molla” il boma in modo da modificare l'angolo della vela e orientarla al meglio. (Se tesiamo la scotta cazziamo la vela e la avviciniamo all'asse longitudinale della nave, mentre se allentiamo la scotta laschiamo la vela e la allontaniamo dall'asse longitudinale della nave, avvicinandola a quello trasversale).
Perciò,
IL BOMA SI MUOVE orizzontalmente, spostato dalla scotta, e si
porta appresso la vela. Nel caso della Chimera, questo palo
orizzontale non è pericoloso per le capocce dei pirati perché si
muove a circa 210 cm dall’assito del ponte. E questo
particolare è di fondamentale importanza. Perché durante
l’esecuzione di alcune manovre, la velocità e la forza del boma,
qualora questo fosse “ad altezza uomo”, sarebbero tali da poter
uccidere i distratti.
Legato al bompresso, l'albero fortemente inclinato a prua, e fissato al trinchetto, c'è un’altra vela, chiamata fiocco, il cui angolo (angolo di scotta) viene regolato tramite una cima, detta appunto scotta del fiocco.
Abbiamo un totale, perciò, di 6 vele:
Tre quadre (due sul trinchetto, una sul maestro);
Una aurica (randa, sul maestro);
Due triangolari (fiocco al bompresso, e controranda tra maestro e trinchetto).
DETTAGLI
A prua una polena di legno intagliato e dipinto raffigura una chimera: mostro leggendario con gli artigli protesi in avanti, una specie di miscuglio tra una capra, un drago, e un leone. La capra simboleggia il Diavolo, il Leone il Coraggio e il Drago, con la capacità di sputare fuoco, la Furia Distruttiva. Senza tralasciare il fatto che il drago ha le ali, ed è di buon auspicio ad una nave che, si spera, VOLI sull’acqua.
ll grande ponte di coperta presenta a poppa, adiacenti ognuna ad ogni murata, due scalinate ricurve, che partendo lontane si avvicinano per poi incontrarsi, oltre due metri più in alto, esattamente a metà della larghezza del ponte, fondendosi in un piccolo pianerottolo che permette l'accesso al castello di poppa, alto circa 2,5 metri. La balaustra è di legno intarsiato con motivi geometrici e floreali.
Sul
castello, che occupa circa 1/4 della lunghezza della nave, trovano
posto la grande, lignea ruota del timone, e un paio di leggii,
ancorati all'assito, destinati a carte nautiche e bussola, oltre ad
uno stabile supporto per una lanterna schermabile.
Sul "sedere" nella nave, attaccata alla murata, una cassa (ancorata) contenente 3 dardi. A destra e a sinistra del palo, vicine agli angoli, due grandi baliste.
Sempre
sul castello di poppa, fissate alle murate, l’una vicina alla scala
di destra, l’altra a quella di sinistra, due balestre pesanti, le
cui 6 grandi frecce sono conservate nella cassa contenente anche i
dardi delle baliste.
CASSERO
Sotto il castello di poppa si trova il cassero, cui si accede tramite una porta sul ponte, sotto il pianerottolo formato dalle due scale. Oltre la porta, ci si ritrova in un corridoio abbastanza largo, il cui legno scuro è coperto da un lungo tappeto di lana rossa, e le cui pareti sono abbellite con vecchi Vessilli, mezzi bruciati, mezzi tagliati, ricordi di chissà quali storie e di quali navi.
A destra c'è la cabina del capitano, a sinistra, in ordine, leggermente più piccole, quella del Tagliagole, e del Nostromo. Sono le uniche tre cabine ad avere una vera finestra e a poter godere di mobilia un po’ meno arrangiata.
(Non c’è la cabina dello stratega, qui, sia perché egli deve avere una cabina vicina al Cuore della Chimera, e sia perché egli preferisce stare vicino ai mozzi e ai lavaponti… La sua cabina è quindi la più grande e curata nel primo ponte sottocoperta).
Nella
cabina del Capitano c’è un armadio con un grande comparto segreto
in cui egli conserva una copia di tutte le chiavi delle cabine della
nave e gli oggetti più preziosi, come il suo Diario di Bordo e le
Corone.
COPERTA
Ma torniamo in corridoio e usciamo nuovamente sul ponte. Vicino alle due scale che consentono di salire sul castello, troviamo due boccaporti, uno per parte, che consentono di scendere sottocoperta.
Avanzando ancora sul ponte di coperta, procedendo verso prua, passiamo accanto ai due grandi alberi, e a due ulteriori boccaporti, situati l'uno mezzo metro avanti l'albero di maestra, l'altro mezzo metro avanti quello di trinchetto. Procedendo da poppa a prua, si notano anche le armi della nave:
2 baliste a poppa, + 1 balista per murata + 1 balista a prua (totale 5 baliste) + 2 balestre pesanti (sul castello di poppa).
A prua, un piccolo castello cui si accede con una scala centrale, di quattro scalini, costituisce alloggiamento per i due argani delle ancore, una per murata. Proprio vicino al bompresso, questa balista ha una mobilità diversa: copre un angolo più ampio delle altre: circa 300°, potendo spaziare ampiamente davanti e verso le fiancate. L’unico angolo morto è quello esattamente di fronte alla prua, perché c’è il palo del bompresso che copre la visuale.
PRIMO PONTE SOTTOCOPERTA
Gli spazi sono stretti, collegati da scarni corridoi in cui passa una persona per volta o poco più.
Dall'albero maestro fino a prua, questo è il ponte destinato agli alloggi della ciurma (e a quello dello stratega). Cabine illuminate da stretti oblò, in cui gli uomini si sistemano come meglio credono, decidendo se dormire per terra, su amache, su giacigli improvvisati o su piccoli letti di legno con tanto di coperte rubate in qualche ostello.
Le cabine sono di misure diverse, ma tutte consentono di ospitare da una a quattro persone. Ogni cabina ha una rastrelliera per le armi.
Dall'albero di maestra a poppa, invece, si aprono su un piccolo corridoio la cabina del medico di bordo, leggermente più grande di quelle destinate alla ciurma, la cambusa, con una piccola cucina, e nell’estrema porzione poppiera, una sala da pranzo, con capacità di circa 20 posti a sedere. Le chiavi della cambusa sono affidate al cambusiere.
Qui nel primo ponte sottocoperta esiste anche un altro locale, sempre chiuso a chiave: è il CUORE della Chimera. Una cabina interna, con pareti rinforzate, e non adiacente alle murate, in cui sono conservate le eventuali armi pericolose, che eventualmente sono custodite dallo Stratega di bordo.
SECONDO PONTE SOTTOPERTA
Da poppa all'albero di maestra: stiva. Casse, e funi per fermarle a ganci sullo scafo in caso di mare grosso. Cime e velature di riserva, e un'ancora, oltre a martelli, chiodi, piccole asce, e quant'altro possa essere utile a piccole riparazioni.
Dall'albero di maestra a prua (accesso consentito solo per mezzo di una porticina la cui chiave è nelle mani del Tagliagole): prigione improvvisata. Quattro gabbie ancorate alle murate, strumenti di tortura e chissà cos'altro.
ARMAMENTO
e varie* (riepilogo)
* scialuppa di salvataggio dotata di remi, tenuta legata a poppa con cime sorrette da argani e carrucole. Capienza: 8 persone.*
-
5 baliste: due a poppa, una a prua, più una per murata.
Tutti i supporti semimobili sono fissati alle murate. Le armi non si possono muovere dalla loro posizione.
Ogni balista è in grado di scagliare dardi di circa un metro, del diametro di 6/7 cm, e si muove su un perno mobile sia in altezza (alzo: 90 gradi, con uno scarto di 10 gradi, per evitare di colpire la chiglia della Chimera mirando troppo in basso) e in orizzontale (160 gradi. Angolo morto: 10 gradi per lato, per evitare di puntare l’arma, lateralmente, verso la stessa Chimera). GITTATA massima: 400 metri. La balista a prua è quella che ha l’oscillazione orizzontale maggiore, vista la posizione (300°). In tutte le altre caratteristiche è identica alle altre.
DARDI BALISTE: 10 sul ponte di coperta, in una cassa a prua, 3 sul castello di poppa, in una cassa vicina alla murata, altri 10 in stiva.
Sul
ponte di coperta, in giallo le 5 baliste, in
verde le due balestre pesanti, in grigio i 4 boccaporti. (NB: IN
STIVA si può scendere solo tramite i due boccaporti nella zona
poppiera).

-
2 BALESTRE PESANTI: sul castello di poppa. Comuni balestre pesanti adattate per essere fissate, per mezzo di un perno mobile, sulle murate della Chimera. Sono le armi di più veloce utilizzo. Le frecce sul castello sono 6, e altre, almeno una cassa da 40, sono sempre custodite in stiva.
ARPIONI DA ABBORDAGGIO
Grosse cime lunghe 25 metri, in grado di reggere il peso di un uomo e delle sue armi, a cui è legato un arpione di ferro, a quattro punte, pesante circa 4 kg e grande 40 cm circa. Sulla nave ce ne è sempre qualcuna in una cassa a prua. Le altre, eventualmente, sono tenute sottocoperta, nella stiva. Gli arpioni possono essere lanciati anche con la balista, ma è più pericoloso.
I tempi in cui la Calipso ospitava 15/20 persone appaiono ora lontani.
Ultimamente a bordo ci sono i fedelissimi Greg e Verter, Parsif, Imrhien e pochi altri. La ciurma è ridotta al minimo e appare ridotta all'osso, sufficiente appena per navigare. Conta un totale di 4 png, Verter e Greg + altri 2 (sono comunque tutti umani con farm 20-20-20-20).
GREG:

Umano taciturno, 40 anni, quasi due metri per 100 kg di peso. Scontroso, iroso, dotato di coppia di scimitarre, coltelli da lancio, corazza di cuoio, guanti a mezzodito, stivalacci. Sempre incavolato. Adora il porto invecchiato, le belle donne e le monete d’oro. Si dice sia giunto sulla Chimera appena questa ha lasciato il cantiere navale, non appena si rese conto ch’era, a suo dire, un “discreto guscio di noce”. Pirata “tradizionale”, di poche parole, naviga per il profitto e la libertà. Pochi scrupoli, passione per gli alcolici e spirito d’adattamento. Esperto con le vele e con le armi.
Forza: 20
Agilità: 20
robustezza: 20
mente: 20

umano di età indefinita, con la fama di contrabbandiere esperto. Più loquace. Dotato di coppia di sciabole, coltelli da lancio, corazza di cuoio, guanti a mezzodito, stivalacci. 180 cm, per 90 kg. Uno spasso se è di buon umore, perché lancia battute sagaci, e non si lascia scappare l’occasione per fare baldoria. Sempre circondato da prostitute, ubriaconi e contrabbandieri, è eccezionale con le sciabole. Navigatore esperto, conosce a memoria tutti i proverbi marinareschi, e di tanto in tanto borbottando ne tira fuori uno.
Forza: 20
Agilità: 20
Robustezza: 20
Mente: 20